“Rigoletto” in scena dal 16 al 31 ottobre

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rigoletto1“Io trovo appunto bellissimo rappresentare questo personaggio estremamente deforme e ridicolo, ed interamente appassionato e pieno d’amore”. Per lui Verdi ha scritto il proprio primo capolavoro drammatico, RIGOLETTO, sintesi splendida di musica e dramma. La prima rappresentazione, 11 marzo 1851 a Venezia, precede di poco Il trovatore e La traviata, ovvero quel che con questa formerà la “trilogia popolare” di Verdi. Il libretto di Francesco Maria Piave trae il soggetto da una dramma in cinque atti di Victor HugoLe roi s’amuse.

Il Duca di Mantova, città dov’è ambientato il dramma originale nel Cinquecento, a una festa corteggia la contessa di Ceprano, il cui marito è preso in giro dal buffone di corte, il gobbo Rigoletto. Ma il Duca, che canta come per lui ogni donna purché bella vada bene, ha messo gli occhi su una fanciulla che vede alla domenica in chiesa ed ha anche sedotto la figlia del conte di Monterone che viene sbeffeggiato da Rigoletto e lo maledice. La fanciulla è Gilda, amatissima figlia di Rigoletto, che viene avvicinata e conquistata con un trucco dal Duca sotto il falso nome di Gualtier Maldé; quando i due si lasciano alcuni cortigiani rapiscono Gilda credendola nientemeno che l’amante di Rigoletto. Il Duca canta il proprio disprezzo per le donne, “la donna è mobile”, con Gilda, Rigoletto e la sorella del sicario Sparafucile Maddalena festeggia “Bella figlia dell’amore”, quartetto celeberrimo. Ma la trama si infittisce in un continuo scambio di orrori, e Gilda finirà uccisa da Sparafucile in luogo del Duca di cui aveva pagato l’assassinio. Canzoni di successo, cori costruiti con strepitosa abilità, una fenomenale acutezza psicologica e una formidabile intuizione teatrale rendono quest’opera un lavoro stupendo, anche per la straordinaria capacità di giocare musicalmente con gli equivoci, fin nelle più riposte sfumature.

La regia di Stefano Vizioli sottolinea l’immoralità e le nefandezze della vita di corte e dei suoi intrighi, di un sistema di cui Rigoletto - pur cantando “Cortigiani vil razza dannata” - è vittima ma anche strumento (”Pari siamo”) e il palpabile erotismo da cui è pervasa l’opera. Le scene e i costumi sono di Pierluigi Samaritani ripresi da Alessandro Ciammarughila direzione è affidata a Carmine Pinto. Nel cast spiccano i nomi di Alberto Gazale, una delle voci baritonali più affermate, più volte interprete del ruolo del “Buffone di corte”, Anna Skibinsky (Gilda) e Valter Borin (Il Duca di Mantova).

[dal sito www.carlofelice.it]

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