il Bejart Ballet al Carlo Felice dal 30 aprile
Dal 30 aprile al 6 maggio il Béjart Ballet Lausanne torna a Genova dopo cinque anni di assenza.
In programma - oltre a Casino des Esprits su musica di Antonio Vivaldi, di Gil Roman succeduto a Béjart alla guida della Compagnia - tre lavori del coreografo marsigliese: Igor et nous L’Oiseau de feu su musica di Igor Stravinskij e l’immortale Boléro sulla partitura omonima di Maurice Ravel.
Igor et nous è uno degli ultimi lavori di Béjart, un tributo a Stravinskij che dirige una prova e di cui si sente la voce mentre parla ai musicisti, un’emozionante avatar di Stravinskij come sostiene il danzatore e coreografo “figlio naturale” di Béjart e suo successore alla guida del Béjart Ballet Lausanne, Gil Roman. E’ sua Casino des Esprits, una creazione del 2004, su musica di Vivaldi, in cui quattro spiriti animano i vicoli di una città che non esiste più. La seconda parte del programma, con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, sarà dedicata a due grandi classici béjartiani: L’Oiseau de feu e il Boléro. Diaghilev, il geniale impresario creatore dei Ballets Russes, fin dalla prima tournée parigina (1909), intuì che il pubblico francese avrebbe apprezzato spettacoli orientaleggianti ed esotici poiché quella era la rappresentazione della Russia nell’immaginario collettivo europeo. Trionfavano così Le danze polovesiane del Principe Igor (1909) di Fokine e Borodin, Shéhérazade (1909) ancora di Fokine, musica di Rimskj-Korsakov e L’Oiseau de feu di Igor Stravinskij che debuttò all’Opéra di Parigi nel 1910. Mentre Fokine aveva trascritto nel linguaggio della danza l’antico racconto russo, Béjart, cimentandosi con la partitura stravinskijana, sublima la trama trasformando L’Oiseau de feu in una fenice partigiana che sempre rinasce nonostante il male la opprima. La prima stesura béjartiana de L’Oiseau de feu è del ‘54 per l’Opera di Stoccolma, ma il coreografo la riprenderà nel ‘70 a Parigi per crearne una nuova versione che vedremo nell’interpretazione del Béjart Ballet Lausanne, la compagnia che Béjart fondò nel 1987 quando - alla fine di giugno dello stesso anno, a Bruxelles - si era conclusa la straordinaria avventura del Ballet du XXe Siècle, lo storico ensemble del coreografo scomparso il 22 novembre 2007 ed attualmente diretta da Gil Roman che ha lavorato con Béjart sin dal 1979. Il Boléro di Ravel debuttò nel 1961 al Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles e segnò anche l’atto di nascita del Ballet du XXe Siècle e l’inizio dell’enorme popolarità del coreografo marsigliese. Ispirandosi all’oriente, Béjart mette in scena un rito che s’intreccia morbosamente e perfettamente alla struttura musicale costruita da Ravel che giuoca, quasi ad libitum, con la reiterazione dello stesso tema esposto dal flauto all’inizio e ripreso, via via, dagli altri gruppi di strumenti in un “crescendo” che la danza, erotica e sensuale, asseconda concedendosi il gusto sottilmente perverso del parossismo. Per 17 minuti un danzatore solista (o una danzatrice; memorabile fu ai Parchi di Nervi l’interpretazione di Luciana Savignano nel ‘77) a piedi nudi su un grande tavolo rotondo esorta e provoca il “coro” degli altri danzatori che ad un certo punto cinge d’assedio il tavolo protendendosi verso il solista, desiderandolo fino a farlo soccombere in una perfetta rappresentazione delle meraviglie del meccanismo di eros e thanathos.
Intenso anche il programma delle iniziative collaterali:
BÉJART EST TOUJOURS LÀ - INTORNO A MAURICE BÉJART
28 aprile - 6 maggio 2009
MARTEDÌ 28 aprile ore 18.00 all’Auditorium Eugenio Montale
Elisa Vaccarino terrà la CONFERENZA ILLUSTRATIVA “Maurice Béjart, un classico del Novecento”
MERCOLEDÌ 29 aprile ore 18.30, sempre all’Auditorium Eugenio Montale, avrà luogo la TAVOLA ROTONDA “Béjart est toujours là”con Mario Pasi (Critico del Corriere della Sera), Mario Porcile (Fondatore del Festival Internazionale del Balletto) e Gil Roman (coreografo e direttore del Béjart Ballet Lausanne). Modera Elvira Bonfanti (Storia della danza Dams/Università di Genova).
in collaborazione con “Associazione Teatro Carlo Felice” e “Video Dance Moving” tutte le immagini del movimento a cura di Cro.me - Cronaca e memoria del Movimento con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Sempre il 29 aprile ore 19.30, nel Primo Foyer del Teatro Carlo Felice, ci sarà il Vernissage di “CHORÉGRAPHISMES” MOSTRA FOTOGRAFICA DI FRANÇOIS PAOLINI Un percorso nella danza del Béjart Ballet Lausanne che si snoda attraverso 25 scatti di grande formato, realizzati da Paolini, negli ultimi dieci anni.
In collaborazione con Banca Passadore e Gruppo Boero
La mostra sarà aperta al pubblico dal 30 aprile al 6 maggio (con orario: dal martedì al sabato dalle ore 15 alle ore 18, ad esclusione di sabato 2 e martedì 5 maggio). Ingresso libero.
François Paolini, reporter per l’agenzia Sygma, ha pubblicato su magazine internazionali quali Paris-Match, Stern, Newsweek, Focus, GEO ed altri. La sua inchiesta decennale sulla delinquenza dell’Est in Occidente (Mosca-Parigi-Los Angeles) nel 1990 vince il prestigioso World Press Photo. Nel 1999, incontra Maurice Béjart con cui instaura una stretta e proficua collaborazione che lo colloca tra i maggiori fotografi di scena del mondo. Dopola direzione della Comunicazione del Béjart Ballet Lausanne, a Paolini è affidata l’iconografia ufficiale delle ultime creazioni di Béjart di cui supervisiona anche la grafica. Negli ultimi anni ha pubblicato una monografia in immagini del danzatore étoile Gil Roman (Gil Roman, je danse ma vie) e realizzato l’edizione celebrativa del Béjart Ballet Lausanne (Béjart Ballet Lausanne 20 ans). Nel 2009 ha ideato e pubblicato il catalogo e la mostra fotografica “Chorégraphismes”
[ricevuto dall'ufficio stampa della Fondazione Teatro Carlo Felice il 27.04.09]
