Andrea Chénier, ultimo titolo della stagione d’opera
A partire da martedì 24 marzo alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice di Genova va in scena Andrea Chénier, l’opera più celebre ed amata di Umberto Giordano. Sul podio uno specialista dell’opera italiana a cavallo tra Ottocento e Novecento, Daniel Oren, affiancato da un cast di protagonisti di livello internazionale: Marcello Giordani nel ruolo principale, il poeta Andrea Chénier, Renato Bruson in quello del suo rivale Carlo Gérard, Hui He - il soprano cinese attualmente più famoso in patria - nella parte della nobildonna amata da Andrea, Maddalena di Coigny. E, inoltre, tre co-protagoniste femminili del prestigio di Francesca Franci (Bersi), Nicoletta Curiel (La Contessa di Coigny), Francesca Franci (Madelon).
Il periodo storico in cui l’opera è ambientata, che va dai momenti immediatamente precedenti alla Rivoluzione Francese fino a Robespierre, tra speranze di giustizia sociale da una parte e Terrore dall’altra, rivive nella messa in scena del regista Lamberto Puggelli, una produzione del Teatro Carlo Felice ormai divenuta di riferimento. Avvalendosi delle scene di Paolo Bregni e dei costumi di Luisa Spinatelli, Puggelli ricostruisce le drammatiche vicende di quel cruciale momento della storia moderna con cura cinematografica e ricchezza scenica da kolossal: il Coro del Carlo Felice al gran completo diretto da Ciro Visco, una decina di mimi e danzatori guidati dal coreografo Giovanni Di Cicco, e quasi 150 comparse danno vita tutti insieme alla miriade di dame, abati, sanculotti, gendarmi, venditrici ambulanti, giudici, prigionieri, pescivendole, guardie nazionali, strilloni, e altro ancora, che affolla il dinamico libretto in quattro quadri di Luigi Illica.
È su questo sfondo della Storia con la esse maiuscola che si consuma la storia vera, personale e tragica di Andrea Chénier, colto e raffinato poeta che, da critico pungente delle mollezze dell’aristocrazia prima del 1789 diverrà, dopo la Rivoluzione, intellettuale inorridito dalle violenze del Terrore robespierrano, pagando la sua coerenza, il suo idealismo e il suo senso della giustizia con la ghigliottina (la condanna verrà eseguita, per ironia della sorte, due giorni prima della caduta di Robespierre).
Partitura dalla fluidità melodica trascinante e dall’orchestrazione fantasiosa e potente, contiene veri e propri cult operistici che, fin dalla prima rappresentazione al Teatro alla Scala il 28 marzo 1896, le hanno assicurato successo e gloria imperituri: Nemico della patria (Carlo Gérard, Quadro III), La mamma morta (Maddalena, Quadro III), Come un bel dì di maggio (Andrea Chénier, Quadro IV).
Repliche: giovedì 26 marzo (15.30), sabato 28 (15.30), domenica 29 (15.30), martedì 31 (20.30), mercoledì 1 aprile (20.30), domenica 5 (15.30)
[ricevuto dall'ufficio stampa della Fondazione Teatro Carlo Felice]
